Nel management internazionale cresce la percezione che la Silicon Valley possa essere detronizzata dalla Cina.

Nell’arco dei prossimi quattro anni la Silicon Valley perderà il suo ruolo di cuore dell’innovazione digitale del pianeta, a vantaggio di una nuova realtà localizzata in Cina. E’ questo ciò di cui sono convinti più di 4 dirigenti aziendali su 10 interpellati da KPMG.

Nell’ambito del sondaggio globale KPMG Tech Innovation 2012, la società di revisione e consulenza ha interrogato 668 dirigenti di tutto il mondo sul futuro delle tecnologie più incisive e su quale paese esprimerà un ruolo di leadership.
Colpisce che il 60% dei dirigenti cinesi credono che Silicon Valley, perderà il suo posto preminente, ma è ancor più emblematico che quasi il 30% dei dirigenti d’azienda americani pensino la stessa cosa.

La percezione della Cina come di una realtà promettente e dinamica è leggibile anche da un altro dato. E’ stato chiesto ai dirigenti coinvolti nello studio, quale paese sta mettendo in cantiere le tecnologie più dirompenti. Il 71% dei manager cinesi è convinto che sia la Cina, ma soltanto il 39% dei loro colleghi statunitensi pensa altrettanto del proprio paese.
La Cina è stata accreditata come il paese con maggior probabilità di essere il centro dell’innovazione futura (45%), seguita da India (21%) Giappone (9%) Corea (9%), Israele (con poche preferenze) mentre l’Europa è praticamente assente.

“Il ritmo delle innovazioni tecnologiche oggi sta avvenendo a velocità senza precedenti ed il previsto rapido accreditarsi della Cina come leader tecnologico sarebbe un altro esempio di questo”, ha detto Gary Matuszak, partner, global chair e US leader di KPMG’s Technology, Media and Telecommunications. Matuszak sottolinea anche come la rapida crescita del colosso asiatico dal punto di vista della tecnologia fa riflettere sulle proporzioni della sfida che debbono affrontare gli USA per conservare la loro strategica leadership nel settore. Ciò vale anche per per qualsiasi altro paese che è chiamato oggi come non mai ad investimenti consistenti ed efficaci se vuol continuare a giocare un ruolo in questa partita.

“Questi risultati dell’indagine dimostrano inoltre che gli investimenti per l’innovazione operati dalla Cina hanno favorito un ambiente per lo sviluppo di tecnologie dirompenti che sta crescendo a passi da gigante, il governo cinese sta incoraggiando investimenti significativi in tre aree chiave: (1) i servizi condivisi e outsourcing, (2) pagamenti mobili e (3) cloud computing. Il 12° piano quinquennale è inoltre focalizzato all’innovazione in queste aree critiche”, ha detto Egidio Zarrella, partner KPMG in Cina.

Ma il dinamismo e la vitalità non si costruiscono soltanto con gli investimenti. Proprio in questi giorni Forbes pubblica una rilevante comparazione tra le società di Venture Capital della Silicon Valley e quelle cinesi. Nelle prime, le donne sono praticamente assenti mentre nelle seconde c’è una compagine femminile di tutto rispetto. Oltre a non essere particolarmente encomiabile questa discriminazione sessuale nella realtà USA è anche molto significativa. Negli ambienti nei quali si scommette sul rischio, la conoscenza personale è determinante. I golf club ed i rapporti tra ex compagni di prestigiose università rendono l’ambiente del Venture Capital americano molto vicino ad una chiusa aristocrazia, mentre il mondo cinese è giovane ed aperto e dunque non presenta alcuna particolare barriera all’ingresso di donne. Anche questo significa equipaggiarsi per puntare efficacemente ad edificare il futuro.

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